COL CORONAVIRUS ED ALTRE MALATTIE POSSIAMO PREGARE A CASA?

Sabato 7 marzo 2020

Il mondo intero sta vivendo uno dei periodi più difficili e peggiori a causa del Coronavirus proveniente dal mondo asiatico. Una cosa così non si era mai vista nemmeno per altri virus ed epidemie che hanno contagiato in passato il nostro paese e il resto del mondo. Strade meno affollate, come anche i mezzi di trasporto. Negozi, ristoranti, hotel chiusi. Persino le chiese e le moschee. La Mecca solitamente affollata da milioni e milioni di persone provenienti da tutto il mondo è quasi deserta. Questo virus rischia di far crollare l’economia, che già non era alle stelle per via della crisi mondiale iniziata nel 2008. Massime precauzioni, coprifuoco, ci bombardano di informazioni ovunque e a tutte le ore, procurando alla gente psicosi, panico oppure sottovalutazione del problema a causa della scarsa conoscenza. Spesso le informazioni provenienti dai mass media sono in contrasto fra loro creando così confusione alla gente.

Il Coronavirus sta contagiando velocemente le persone, causando decessi. L’Italia è tra i paesi più contagiati nel mondo. Non solo l’Italia e i paesi asiatici come la Cina, ma anche il resto d’Europa, l’Iran, i paesi arabi come Arabia Saudita, l’Egitto… Questo deve farci riflettere. La Mecca quasi vuota, una cosa simile non si era mai vista. Questo è un Segno, uno dei tanti Segni della fine dei tempi. Naturalmente nessuno di noi può sapere riguardo la fine del mondo. Allah L’Altissimo è arrabbiato con l’umanità, soprattutto con i musulmani (E Allah ne sa di più). Solo se torneremo a Lui le cose miglioreranno. Allah non ha bisogno di folle sterminate di fedeli alla Mecca se questi non si comportano bene nella vita di tutti i giorni con il prossimo e non seguono ciò che Allah dice nel Corano. Il musulmano di oggi è sempre più lontano dalla Religione – ad eccezione di pochissimi- e lo vediamo tutti i giorni, lo viviamo sulla nostra pelle.

Non dobbiamo farci prendere dal panico, come è accaduto di recente con i supermercati. Gente che è corsa a comprare il cibo arrivando persino alle mani. Nelle farmacie ad esempio – prese d’assalto dalla gente- hanno terminato le maschere di protezione e i disinfettanti. È giusto prendere precauzioni ma senza eccedere. Per questo il Governo italiano ha preso tante precauzioni in merito. Hanno suddiviso le zone in tre categorie: la zona rossa, la zona gialla e la zona verde [la prima con episodi da contagio, con misure massime di igiene, la seconda per le aree epicentro, con l’obbligo di autodenuncia alle autorità sanitarie per chiunque vi sia passato nelle ultime settimane, la terza solo misure di cautela]. Per questo motivo non si può dare un unico giudizio. La cosa migliore è seguire le indicazioni che ci da la sanità, seguire le decisioni prese dal Governo affinché possa diminuire sempre più il numero di contagi e di decessi. Dobbiamo in questi casi portare pazienza, essere fiduciosi, usare precauzioni e fare “du’a” invocazioni ad Allah L’Altissimo affinché possa allontanare questa malattia, questo virus. Che Allah possa guarire tutti i contagiati, tutti i musulmani e non musulmani.

E riguardo la preghiera del venerdì in moschea? Sappiamo tutti che in questi giorni sono chiuse, compreso il venerdì, come dobbiamo comportarci?

Possiamo pregare a casa, abbiamo il permesso da Allah L’Altissimo, decisione presa da tutti o dalla maggior parte dei sapienti, degli imam nel mondo. La cosa che autorizza il musulmano a non pregare in moschea è: la paura, la malattia, la pioggia abbondante. Tutto questo è per proteggere l’uomo.

“Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio” Corano, Sura “Al Baqara/ La Giovenca”, v. 185

“Allah vuole alleviare [i vostri obblighi], perché l’uomo è stato creato debole”. Corano, Sura “An-Nisà/ Le Donne”, v. 28

Allah L’Altissimo Vuole renderci le cose facili e non il contrario. Allah ha dato il permesso di non pregare il venerdì in moschea, anche quando c’è la pioggia abbondante. Se la pioggia può essere un pericolo, il temporale, la tempesta, il musulmano ha l’autorizzazione a non andare a pregare, prima che accada qualcosa come la malattia o altro.

Questa è la Misericordia del nostro Creatore!

La Mecca adesso

Il Duomo di Milano adesso

Il Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi) disse: “se qualcuno ha mangiato l’aglio non deve venire a pregare in moschea a causa dell’odore dell’aglio, poiché potrebbe dare fastidio a chiunque stia pregando vicino”.

E se abbiamo il permesso da Allah di non pregare per l’odore dell’aglio, possiamo immaginare altrettanto e ancor di più per il grosso problema di questo virus, per i danni che sta procurando e che può ancora procurare.  È pericoloso poiché può essere mortale. E ci sono anche tante persone che hanno il virus e non sanno di averlo.

Omar ibn al Khattab vide il Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi) fare il “Tawaf” circombulazione attorno alla Ka’bah, il Profeta pronunciava alla Ka’bah le seguenti parole: “Il tuo profumo è molto buono, anche il luogo è molto sacro, ma la vita di qualsiasi musulmano ha più valore della tua esistenza”.

Hanno chiuso le moschee  perché molta gente arriva anche da lontano, da un viaggio. Sono chiuse per precauzione, perché altrimenti la gente non seguirebbe queste regole, chiudendole é per il nostro bene, per la salute di tutti. La cosa più giusta e saggia è non opporsi a ciò, perché Allah Ha dato il Suo permesso in casi come questo. Quindi salat al Jumuah [la preghiera del venerdì] si può fare anche a casa, con la famiglia, fare la khutbah in casa e pregare. Facendo così si prenderà lo stesso il “hajr” la benedizione, l’importante è la nostra “niya” intenzione.

Il Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi) disse:“Se avete una malattia contagiosa non dovete uscire dal vostro paese, ne rientrare, in modo da essere contagiati da altri o contagiare”. Hadith autentico trasmesso da Bukhari e Muslim. (Leggete anche quì: http://mondoislam1magazine.altervista.org/dieci-esortazioni-per-proteggersi-dallepidemia/)

Per questo motivo è meglio non allontanarsi dal proprio paese o dalla propria città, perché in questo modo si potrebbe portare il virus e trasmetterlo ad altri o rimanere contagiati dal virus del posto in cui vi recate. Per il seguito leggete quì:  http://mondoislam1magazine.altervista.org/la-vita-che-si-ferma-solo-vivendo-si-comprende/

Ringrazio il fratello Sayed per avermi aiutato nel tradurre hadith ed informazioni dall’arabo all’italiano.

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo e Sayed

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 27

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