L’INVOCAZIONE PER IL PROPRIO FRATELLO

Dialogo tra due musulmani: “Per favore fratello, ricordati di fare du’a per me”  e l’altro “Faccio sempre du’a, lo faccio per tutta la Ummah” . E lui “Si, ho capito e fai bene, ma nomina il mio nome durante i du’a fratello, per favore, il mio nome”.

È importantissimo fare durante il du’a il nome del fratello che ha chiesto l’invocazione, più di quanto si possa pensare, non è da sottovalutare questa cosa, ci sono anche alcuni hadith, che vi riporto.

Da Abu Dardaa, disse il Messaggero di Allah (che Allah lo elogi e lo preservi): “L’invocazione di un uomo musulmano per il suo fratello musulmano in sua assenza è accettata, e vicino la sua testa ci sarà un angelo affidato, ogni volta che invoca per il suo fratello con del bene, dirà l’Angelo (incaricato) a lui (l’invocante): “Amen (sia così), anche a te lo stesso.” (Muslim)

Da Abu Dardaa, disse il Messaggero di Allah (che Allah lo elogi e lo preservi): “Non c’è nessun servo musulmano che invoca per suo fratello in sua assenza, se non che l’ Angelo dirà; “E anche a te lo stesso.” (Muslim)

Allah manda un Angelo speciale (affidato, incaricato) con il compito di invocare per il musulmano che invoca per suo fratello musulmano non presente, invocando a suo favore le stesse cose che ha invocato per suo fratello (assente).

Quindi fratelli, fate più che bene a fare i du’a per l’intera Ummah musulmana, per tutti i musulmani nel mondo, ma quando c’è qualcuno che vi chiede un du’a specifico per lui non dimenticate di fare il suo nome.

Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 25

 

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