QUANDO E’ CONSENTITO ABBREVIARE LE PREGHIERE E SALTARE IL DIGIUNO

Spesso ci si pone il problema sulle preghiere ogni volta che si deve affrontare un viaggio: “faccio tutte le preghiere regolarmente o posso abbreviarle ed unirle?”, “durante il Ramadan digiuno o non digiuno?”, “digiuno tutti i lunedì e i giovedì ma lunedì prossimo ho un viaggio, posso digiunare o salto il digiuno?”.

La maggior parte dei sapienti sono d’accordo sul fatto che si possa saltare il digiuno ed unire le preghiere quando si superano i 48 miglia (circa 80 km). Ad esempio da Milano a Novara sono circa 53 km quindi le preghiere non si uniscono, ma da Milano a Vercelli si superano gli 80 km (85, 6 km) quindi in questi casi si possono unire le preghiere. Da Milano a Bergamo no, poiché sono solo (51, 8 km), ma da Milano a Brescia si (96,0 km).

Ibn Qudaamah disse in al-Mughni: “Il punto di vista di Abu ‘Abd-Allaah [cioè l’Imam Ahmad] è che non è consentito accorciare le preghiere per una distanza inferiore a sedici farsakh [unità di misura itineraria, equivalente al percorso compiuto in un’ora da un cavallo che va al passo – cit. dizionario italiano- ], e un farsakh è di tre miglia, quindi la distanza è di quarantotto miglia. Questa era la stima di Ibn ‘Abbaas. Ha detto: Da ‘Usfaan alla Mecca (100, 8 km), o da al-Taa’if alla Mecca (90, 1 km), o da Jeddah alla Mecca (85,9 km)”.

‘Usfaan, al-Taa’if e Jeddah sono nomi di città in Arabia Saudita. Il nome ‘Usfaan dovrebbe essere Asfan poiché Esfahan è in Iran.

Sulla base di ciò, la distanza alla quale è lecito accorciare le preghiere è la distanza di due giorni di viaggio mirando direttamente a quella destinazione. Questo è quanto hanno riportato Ibn ‘Abbaas, Ibn’ Umar, Maalik, al-Layth e al-Shaafa’i.

Shaykh Ibn Baaz disse in Majmoo ‘al-Fataawa (12/267), spiegando cosa si intende per viaggio:  “L’opinione della maggior parte degli studiosi è che ciò equivale a circa ottanta chilometri per chi viaggia in auto, aereo o nave. Questa distanza è ciò che viene chiamato viaggiare secondo l’usanza dei musulmani. Quindi, se una persona viaggia in cammello, macchina, aereo o nave, per questa distanza o più, è considerata un viaggiatore”.

Quindi si possono abbreviare, unire le preghiere e non digiunare. Ma come si abbreviano e si uniscono le preghiere?

Ad esempio la preghiera di dhuhr é composta di quattro rak’ah, come anche ‘asr e ‘ìshà, per il viaggio – chi supera gli 80 km- invece di fare quattro rak’ah se ne fanno due e si può unire dhuhr con ‘asr, Allah L’Altissimo facilita il musulmano e non il contrario. Stessa cosa per il digiuno. Il viaggio può risultare lungo e faticoso ed affrontarlo in digiuno può diventare assai complicato poiché si ha bisogno di forze, in questi casi il musulmano può mangiare normalmente e saltare il digiuno – recupererà i giorni che non ha digiunato successivamente-.

Inoltre si può unire la preghiera di magrib [che rimane di tre rah’ah] con ‘ìshà. Se il viaggiatore si ferma in un posto per più di quattro giorni allora in quel caso potrà pregare senza abbreviare ed unire. Mi è capitato più volte di soggiornare per 10, 15 giorni o tre settimane in Egitto e in Marocco, pregavo normalmente come a casa, nel mio paese d’origine.

Ci sono sapienti che affermano che il massimo da considerare in viaggio sono 4 giorni, altri 20, altri ancora 90, oppure che non c’è limite fin quando è viaggiatore a meno che cambi l’intenzione stabilendosi nel posto, in quei casi non è più viaggiatore e torna a pregare normalmente senza abbreviare le preghiere. Il punto di vista più corretto é quello di sheikh al Islam ibn Taimiyyah: “Allah non ha indicato una distanza specifica perché sia consentito abbreviare le preghiere, e nemmeno il Profeta (pace e benedizioni di Allah sia su di lui)”.

L’opinione che sia preferibile abbreviare le preghiere è supportata dal fatto che il Profeta (benedizione e pace di Allah sia su di lui) ha accorciato le preghiere in tutti i suoi viaggi, e non vi è nulla di autentico che possa provare che abbia mai offerto la preghiera completa quando era in viaggio. Anas ibn Maalik (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Se il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah siano su di lui) partisse per un viaggio di tre miglia (circa 5 km) o tre farsakh, avrebbe pregato due rak’ah”. Riportato da Muslim. Perciò il punto di vista più corretto é che fintanto uno è nello stato di viaggiatore allora gli sarà permesso usufruire delle facilitazioni sopra citate, il viaggiatore perde questo stato se diventa residente.

Se il musulmano prega dietro ad imam residente in quel caso dovrà eseguire le quattro rak’ah come l’imam. Per il viaggiatore è consentito non eseguire le preghiere di sunnah ad eccezione delle due rak’ah di sunnah del fajr e del witr -che chiude le preghiere della giornata dopo ‘ishà-.

E Allah ne sa di più.

Mamdouh AbdEl Kawi D.R. e Abu Muslim

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 28