UN RICORDO SUL NOSTRO FRATELLO TAHA

Di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo

Riguardando i vecchi numeri di “Mondo Islam Magazine” pensando al decennale del nostro giornale mi ha colpito rileggere un articolo presente nel n. 1 del fratello Taha Esmail Mohamed dal titolo “Per amore di Dio e per il suo Profeta dell’Islam” che vi riporto più sotto, la versione integrale la potrete rileggere nel n. 1. Questo fratello l’avevo conosciuto tramite internet, seguiva i miei video di Islam su YouTube. Sono andato a trovarlo di persona per conoscerlo, sapendo già che soffriva di una grave malattia, ma solo vedendolo di persona mi sono reso conto del reale problema e le condizioni in cui affrontava la sua malattia. Stava lottando per sopravvivere, lottava contro la SLA. Una malattia che ti paralizza le gambe e lentamente tutto il corpo, togliendo la parola. Ormai era su un letto, immobile, poteva muovere solo gli occhi, con i quali poteva dialogare, con quelli poteva scrivere, come? Con un macchinario simile ad un computer collegato se ricordo bene tramite un apparecchio collegato a sua volta con gli occhi. Lui fissava le lettere alfabetiche, solo in quel modo poteva formare le frasi per scrivere o per dialogare. Dal macchinario usciva una voce computerizzata, non la sua naturalmente. Ebbene, in quel modo scrisse ben due articoli per il nostro giornale: “Per amore di Dio e per il suo Profeta dell’Islam”  e  “La vera fine del mondo e noi dormiamo” nel n. 2. Gli chiesi una volta se potevo baciarlo, rispose di si, lo feci lentamente, fisicamente era molto debole, dimagrito, non poteva nemmeno uscire di casa. Gli domandai se sentiva qualcosa quando qualcuno gli dava un bacio, mi rispose di si, el hamdulillah, anche se il corpo era immobile ma era rimasto sensibile al tatto. E pregava. Come? Con gli occhi, immobile nel letto.

Grazie ad Allah aveva una famiglia che gli voleva bene, che continuava a dargli amore, el hamdulillah, una moglie e due figli: una bambina, nata quando ormai lui era in carrozzella ma poteva ancora parlare; e un ragazzino appena adolescente, che si ricordava ancora quando il suo papà poteva correre, camminare, avere una vita normale. Taha amava profondamente l’Egitto, suo paese d’origine e soffriva per come andavano male le cose, per come il paese fosse cambiato. Era molto sensibile, intelligente. C’era spesso con lui un ragazzo egiziano che lo assisteva, un ragazzo sempre col sorriso, allegro e questo lo aiutava molto. Tutti erano allegri con lui, ma soffrivano silenziosamente dentro. Andavo appena possibile a trovarlo, più volte, poi smise di volermi vedere. Questo perché  il corpo era sempre più debole e non riusciva più molto ad usare gli occhi per poter dialogare, si stancavano spesso. Era anche per questo che non scriveva più articoli e nemmeno rispondeva a persone maleducate ( musulmane e non) su Facebook.  Difendeva sempre l’Islam. Dopo 11 anni di malattia Allah l’ha chiamato a Se, Taha è passato all’Altra Vita il 15 luglio 2015, circa 5 anni fa, esattamente il penultimo giorno di Ramadan. Ha fatto in tempo a scrivere – prima di lasciarci- i due articoli per noi e un libro dal titolo “Il coraggio di vivere”, raccontato da lui e scritto da Maria Carmela Todino.

L’articolo che vi riporto è ancora molto attuale, purtroppo non è cambiato nulla rispetto a 10 anni fa (2010). La maggior parte delle cose che ha scritto le condivido in pieno.

PER AMORE DI DIO E PER IL SUO PROFETA DELL’ISLAM

di Taha Esmail Mohamed

Ho pensato tanto a tutto quello che ho visto e letto negli ultimi mesi e ho voluto ritornare indietro con la memoria. Mi sono reso conto che sia in tv che sul web la vera colpa di tutto quello che succede è di noi musulmani. Non sono i miscredenti con le loro parole o i loro disegni che offendono l’Islam e il Profeta, siamo noi i colpevoli, prima di loro. So bene che troverò qualcuno che non la pensa come me, è normale, non possiamo avere tutti lo stesso pensiero, ma parlo per il mio amore verso l’ Islam e per nient’altro. Il nostro amato Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi) ai suoi tempi non ha ordinato mai di ammazzare, picchiare o insultare la gente che non la pensava come lui, la gente che gli era contro. Il Profeta è stato un esempio di amore verso tutti, anche verso i suoi avversari. Non ha mai giudicato nessuno, anzi, più aumentavano le loro menzogne e più lui rispondeva con l’amore per l’Islam. Non ha mai perseguitato nessuno, né ha mostrato cattiveria o rabbia per le offese che gli rivolgevano, anzi, ha usato tutto l’amore dell’Islam per spiegare che cosa è realmente.

Siamo noi musulmani i colpevoli di tutto questo, non gli altri. PERCHE’? Quando gli altri mi provocano, cosa faccio da buon musulmano? Non devo sicuramente né ammazzare, né aggredire ma non devo nemmeno rispondere alle provocazioni con altre provocazioni …NO… io rispondo con il Corano e la Sunnah, con tutto l’ amore per l’Islam. Chi non conosce il Vero Islam, soprattutto tra noi musulmani, è meglio che tenga la bocca chiusa almeno fino a quando non studia bene cosa è l’Islam, o chieda ad un vero imam. Ho detto VERO IMAM e non “imam fai da te ” come quelli che si vedono oggi in giro. L’Islam è amore e non odio! Un vero musulmano non accetta la violenza. Il Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) aveva un vicino di casa ebreo che ogni mattina metteva sulla sua strada * spine (1) (2), perché sapeva che quella era la strada che il Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) percorreva per andare in moschea a pregare, vi ricordate? E lui cosa ha fatto? Non ha ordinato a nessuno di ammazzarlo, né lo ha aggredito con parole, anzi, una mattina non trovando più niente per strada ha chiesto di lui ed ha saputo che era malato, subito è andato a trovarlo …ecco questo è ISLAM, amore verso tutti.

* (1) il fratello Taha aveva scritto nel suo articolo “spine”. Viene narrato che una donna ebrea alla Mecca aveva gettato immondizia davanti alla porta del Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) come dispetto. Un giorno si ammalò e non poté gettare la spazzatura, così il Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) la visitò. Rimase stupita di questo comportamento e si rese conto di avere davanti un vero Profeta ed abbracciò l’Islam. La spazzatura di allora non è quella che conosciamo oggi (plastica e lattine), ma cose come pezzi di cibo in decomposizione, spine e rifiuti di animali macellati.

* (2) il fratello Taha ha unito due episodi, il secondo è questo: Umm Jamil, moglie di Abu Lahab, zio paterno e nemico giurato del Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) raccoglieva rami spinosi e fibre di palma e li metteva durante la notte sul sentiero dove il Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) camminavano.

Ma l’Islam dice per caso di non rispettare il paese che ci ospita e che ci fa fare una vita migliore? No, anzi, l’ Islam ha confermato il rispetto per tutti e per tutte le persone. L ‘Islam ha detto a noi musulmani di fare gli “imam fai da te”?No, l’imam è un mestiere troppo grande ed importante e non basta avere la barba, l’abito bianco, cappellino in testa e aver letto qualche libro per parlare di religione. Guardiamoci tutti e pensiamo dentro noi stessi come possiamo ritornare sulla strada del Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) e non continuare sulla nostra di strada. L’Islam non ha mai detto di sfruttare i tuoi fratelli e usare parole commoventi per approfittare, o di fare una bella vita insieme alla tua famiglia e arrivare al tuo scopo. Omar ibn Al khattab era un Imam, il più grande per tutti i musulmani del mondo, ma non viveva in un bunker sotto terra come certe persone in moschea. Chiunque poteva parlare con lui e non come alcuni Imam che si sentono chissà che cosa, già arrivati e chi parla con uno di questi Imam si sente quasi miracolato. L’imam non prende in giro i suoi fratelli che pregano in moschea, che chiedono aiuto in nome di Dio l’Altissimo e poi ha belle case, bei mobili, macchine lussuose. Non si usa l’Islam per scopo personale. Questo è l’ Islam? Assumi te stesso, tua moglie, i tuoi figli e amici in moschea per profitti personale. Questo è l’ Islam? Lasciare entrare in moschea le persone che vendono droga senza dirgli niente …Questo è l’ Islam? Fare differenze etniche, del tipo: da dove vieni e chi sei …Questo è l’ Islam? Dobbiamo prima guardarci dentro e non a casa degli altri.

L’Islam ci ricorda che la terra di Dio è grande e se non riusciamo a praticare la nostra fede al meglio non la dobbiamo imporre, ma cercare un altro posto che ci consenta di vivere seguendo la parola di Dio…questo è il rispetto nell’Islam.

Perché tanti nostri fratelli e sorelle sporcano così l’immagine dell’Islam? Se qualcuno parla male dell’Islam forse è colpa di alcuni nostri fratelli e sorelle basta guardare il loro comportamento, per capire: sfruttare, sfruttare ed ancora sfruttare, solo per fare la bella vita…. Si sfrutta per fare documenti o per falsificare carte…questo è Islam? Si mettono fratelli gli uni contro gli altri per interessi, questo è Islam? Chi caccia via dal lavoro senza motivo suo fratello dopo che torna dal Pellegrinaggio alla Mecca, questo è Islam? Chi prende tutto e scappa via portando con se i figli, questo è Islam? L’Islam è amore, rispetto per tutti anche per le formiche che stanno sotto le scarpe. L’Islam ha mai detto di andare in un programma di gossip dove ci sono donne poco vestite per parlare di religione e del Profeta? L’Islam ha mai detto di costruire una moschea a fianco di una chiesa o di una sinagoga in un paese che ci ospita e senza farlo sapere a tutti i fratelli e sorelle che hanno donato i soldi? L’Islam ha mai detto di non rispettare regole di convivenza civile?

I veri Imam sono quelli che hanno meno della gente che li circonda e sono loro i servi di Dio… Questa mia lettera di riflessione l’ho fatta non per me, ma per l’amore che provo per Allah l’Altissimo, per l’Islam e per il nostro amatissimo Profeta Muhammad (che Allah lo elogi e lo preservi) e per tutti quelli che hanno voglia di riflettere con me. Il nostro Signore dice che non ci aiuta a cambiare un popolo fino a quando quel popolo non cambia se stesso e trova la strada per il bene di Dio. L’Islam è una religione universale di tutti e per tutti e proprio per questo, per amore dell’Islam, per il nostro Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) e per tutti gli altri profeti, dobbiamo fare solo il bene per l’Islam e non per ciò che vogliono i miscredenti, figli di Satana, che continuamente ci provocano con una violenza che non appartiene all’Islam. Ho scritto quello che ho dentro , quello che sento per amore di Dio e non per odio nei confronti di qualcuno. Questo è l’Islam in cui credo, e mai dimentico che prima o poi dovrò andare nella tomba da solo, senza difensori o aiutanti e proprio per questo ho scritto senza aver paura, se non del mio Signore, l’Altissimo e Creatore di tutto il mondo. Questo mi ha spinto a scrivere per tutti noi e spero che le mie parole non ci dividano ma, anzi, ci uniscano tutti insieme dentro l’Islam, InshaAllah, la Religione universale per tutti …

Di nostro padre Adamo, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Ismaele, Zaccaria, Giovanni Battista, Giobbe, Giona, Noè, Dhul Kifl, Lot, Salih, Shuaib Jetro, Salomone, Davide, Mosè, Gesù figlio di Maria e Muhammad il Sigillo dei Profeti (pace su ognuno di loro), mandato da Dio L’Altissimo per l’umanità. Uniamoci tutti contro Satana e i suoi seguaci. Facciamo conoscere al mondo intero il Vero Islam, i veri musulmani, gente di pace e di amore, non di odio. Vedrete, Dio l’Altissimo inshaAllah ci aiuterà e anche il nostro amato Profeta farà invocazioni per noi, per la nostra salvezza nel Giorno del Giudizio.

Fratelli e sorelle, io da più di tre ore scrivo con gli occhi, sono malato grave el hamdulillah, ma il mio cuore è pieno di amore per il mio Dio l’Altissimo e il mio Profeta, a loro dono la mia vita e quella della mia famiglia. Il nostro amato Profeta (che Allah lo elogi e lo preservi) ha detto a tutti noi che quando vediamo qualcosa che non va bene cerchiamo di cambiarla, se non riusciamo con le mani, cerchiamo di cambiarla con le parole e se nemmeno con le parole riusciamo, cerchiamo di cambiarla con il cuore …quello è il minimo che un buon musulmano deve fare se è un vero credente. Questo è quello che sto cercando di fare inshaAllah. Dio mio, Signore dei cieli e della terra, sono Tuo servo e figlio del Tuo servo, perdonami quando sbaglio, Tu sai bene cosa c’è dentro di me e sai bene cosa penso e cosa faccio.

Amìn

Cinque anni dopo il nostro fratello Taha è passato all’Altra Vita, proprio il penultimo giorno di Ramadan. MashaAllah! Quì per leggere anche la versione integrale nel n. 1 ( http://mondoislam1magazine.altervista.org/il-primo-numero-di-mondo-islam-2010/ ).

Tratto da “Mondo Islam Magazine” n. 27